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AVVENTURE IN PATAGONIA | Aggiornamenti dalla spedizione di Claudio Migliorini

Siamo partiti il 7 gennaio e giunti a El Chalten il giorno successivo. Nel mio team, Denny Zampiccoli e Giampaolo Calzà. Al nostro arrivo le condizioni meteo non erano ottime, tuttavia era prevista una finestra (breve) di bel tempo e poco vento per il 12 e 13 gennaio. Preparati armi e bagagli, siamo partiti il 10 gennaio col brutto tempo verso il Circolo di Los Altares, attraverso il Passo Marconi, con l'idea di essere pronti a salire la ovest del Cerro Torre, non appena si fosse presentata la breve finestra. La finestra è "arrivata", purtroppo troppo breve per permetterci la salita. Siamo dunque rientrati soddisfatti perché abbiamo comunque effettuato un bel tour in un posto magnifico, percorrendo una parte dello Hielo Sur. Inoltre abbiamo potuto visionare il terreno per un prossimo tentativo.

Il 16 gennaio, con Giampaolo, partiamo alla volta del Passo Superiore, con l'intento di salire il Fitz Roy per la "Franco Argentina". Con noi anche Edoardo Albrighi, Jacopo Zezza e Daniel Ladurner, con cui condivideremo la salita. Le informazioni sulle condizioni della via sono molto contrastanti: non resta che andare a vedere.

Alle 23:30 del 17 gennaio raggiungiamo la vetta, emozionante davvero! Ci prepariamo un riparo con un muretto di sassi e, tirati fuori i teli termici, passiamo la breve notte in attesa dell'alba per scendere, accompagnati dalla "brezza" Patagonica.

Durante la nostra discesa nei giorni precedenti al Fitz Roy, abbiamo incontrato una cordata di brasiliani e una di cechi che salivano per la nostra medesima via e per la via Francesca. Veniamo a conoscenza il 21 gennaio che i primi non sono mai rientrati, mentre dei secondi è rientrato un solo alpinista ceco, l'altro è morto assiderato.
Ci uniamo allora al gruppo volontario di soccorso di El Chalten, coordinato da Carolina Codò con l'intento di provare a salire e individuare i ragazzi dispersi. Si forma un gruppo di 19 persone. Alle 22 partiamo mentre ancora imperversa il brutto tempo.

Con me Luca Schiera, Edoardo Albrighi, Jacopo Zezza seguiti da Giampaolo Calzà, Paolo Marazzi, Denis Urubko, due alpinisti spagnoli e due argentini, i quali, carichi come muli, ci hanno permesso una salita "leggera" al Passo superiore. Il terzo gruppo che portava il drone non arriverà per via di un incidente capitato ad un alpinista Spagnolo, risoltosi con "solo" qualche frattura ma costretti a rientrare. Arrivati al Passo Superiore, in mezzo alla bufera, installiamo il campo, tende e truna, e ci infiliamo nei sacchi a pelo in attesa che si plachi vento e neve. Dopo qualche ora, ripartiamo in 4 ancora con il vento e neve, pronti a sfruttare la breve finestra per salire ancora e scandagliare la parete flagellata da tre giorni di maltempo, battiamo la traccia con la neve nuova fino al ginocchio. Siamo poi rientrati in serata, per via del previsto arrivo di una nuova ondata di meteo avverso e forte vento.

Il pensiero va a chi non è tornato, un grosso dispiacere. Ne usciamo in ogni caso arricchiti da un'altra esperienza che ha fatto emergere la grande umanità che è dentro ognuno di noi, si è creata una grandiosa unione.

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