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Cresta dell'Innominata: salita alla vetta del Monte Bianco

"Ogni tanto fa bene dimenticare le preoccupazioni quotidiane e godersi un percorso semplice e senza stress.
Un modo per assaporare la montagna in modo tranquillo, passo dopo passo, e con gli amici, per rendere l'esperienza ancora più piacevole.
Consideravamo così la Cresta dell’Innominata, sul Monte Bianco.

Sacco a pelo e materassino, scarponi nello zaino e ai piedi comode scarpe da ginnastica, cibo e gas per 4 giorni.

1° giorno. Dall’Entrèves fino al rifugio Monzino. L' avvicinamento è stato lungo ma bello. La giornata è finita con un buon bicchiere di birra.

2° giorno. Da Monzino a Vivac Eccles. Nebbia, alte temperature, crepacci nei ghiacciai, seracchi che ostacolavano il percorso, abbiamo schivato rocce enormi come lavastoviglie...l’essenza pura delle Alpi!!!

3° giorno. L'idea era di raggiungere la vetta e di dormire nel rifugio Vallot, ma il caldo, le cattive condizioni climatiche e il peso dei nostri zaini ci hanno consigliato di dormire sotto la cresta di neve che da accesso alla stretta gola. Sopra di noi 5 milioni di stelle che illuminavano Courmayeur. Inestimabile...

4 ° giorno: Creste innevate, alte temperature, rocce che tagliavano le nostre corde e ghiaccio nell’uscita della goulotte. Dopo infinite lastre di neve siamo arrivati alla Cresta Brouillard e alla vetta: la sensazione di solitudine su in cima, gli abbracci e la bellezza.

5° giorno. Si scende a Chamonix. Doccia, birra, pizza, foto. FELICITÀ

Un bel percorso con belle atmosfere.

Un consiglio, è meglio scegliere un periodo meno caldo con più neve e più ghiaccio lungo il percorso. Sarà più sicuro e molto più divertente."

Jaime Moreno Montes
http://alpinismodeandarporcasa.blogspot.it/

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