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Le Pale di San Martino | Un magico punto di riferimento nelle Alpi

Uno dei panorami più maestosi e conosciuti delle Dolomiti, secondo forse solo alle Tre Cime di Lavaredo: sono le Pale di San Martino, il gruppo di cime più esteso di tutte le Dolomiti, con alcune vette che si ergono a superare i tremila metri e che formano una vera e propria corona circolare che racchiude al suo interno l’Altipiano delle Pale, un luogo dagli scenari unici, intensi e lunari, caratterizzato dal fondo roccioso di roccia calcarea con un’altitudine costante tra i 2500 e i 2700 metri.

Per raggiungere le cime famose che costituiscono le Pale, dai nomi conosciuti come Vezzana, Cimon della Pala, Rosetta, Sass Maor e Agner, si prende la strada che da Fiera di Primiero conduce a San Martino di Castrozza, e qui si può optare per diversi percorsi e itinerari, dai più facili a quelli più impegnativi con vie ferrate molto ostiche, per scoprire l’atmosfera unica dell’Altipiano e delle vette circostanti. Per i climber, questo posto richiama sicuramente i pionieri dell’arrampicata moderna, e sono molte infatti le vie classiche che si trovano sulle pareti delle Pale, come la Buhl sulla Cima Canali. Partendo da uno dei rifugi in quota dislocati sul territorio, come il Canali-Treviso, il Giovanni Pedrotti o il Mulaz, le vie sono veramente a portata di mano, dopo un breve avvicinamento.

L’Altopiano delle Pale, una volta trovato, emoziona per complessità della camminata, obbligando a numerose deviazioni e risalite per evitare le fratture presenti nella roccia. La natura particolare del luogo ha impressionato gli alpinisti che per primi vi arrivarono, sul finire dell’800, e Dino Buzzati, giornalista e scrittore bellunese raffinato e pungente, nonché avido alpinista, volle immortalare nelle pagine di un suo libro questo Altopiano, descrivendolo accuratamente nel capolavoro de Il Deserto dei Tartari

Oltre ai percorsi estivi per raggiungere le cime, le Pale di San Martino sono una meta rinomata anche d’inverno, grazie ai numerosi impianti di risalita e ai collegamenti semplici con il comprensorio del Civetta e dell’Agordino.

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