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L’ULTIMA FRANGIA | Una via spettacolare aperta da Claudio Migliorini

Nei primi giorni di febbraio, il nostro ambassador Claudio Migliorini ha aperto una nuova, spettacolare via sul Gruppo del Brenta, territorio a lui prediletto e che lo vede protagonista da anni, sempre aiutato dalle calzature Kayland. Nelle sue parole, il racconto di questa ennesima impresa.
 
Il gruppo del Brenta ha sempre avuto per me un fascino particolare, soprattutto in inverno, quando le sue vallate e pareti diventano più inospitali, fredde, solitarie. Ricordo quando cominciai a sfogliare per la prima volta le pagine della Guida Ghiaccio Verticale sul gruppo del Brenta, e tra coloro che si districavano nell’apertura di nuove vie compariva spesso il nome di Roberto Parolari. Ai miei occhi, erano grandiosi, e lo sono tuttora, gli itinerari Roberto aprì coi vari compagni. Il “caso”, o forse no, ha poi voluto che conoscessi Roberto proprio qui, in Brenta, in inverno. Assieme a lui quel giorno c’era anche Andrea Reboldi, intenti ad aprire una nuova via. In modo ‘’rocambolesco” mi aggregai a loro e insieme aprimmo “Chapeau”, una bella e impegnativa via di misto, e da quel momento iniziò una bella amicizia con Roberto.
 
La prima volta per me in Val Brenta Bassa fu nel 2012, rimasi stregato da questo anfiteatro ghiacciato, posto sotto lo spigolo nord del Crozzon di Brenta, che si può ammirare durante parte dell’avvicinamento. Il luogo è molto suggestivo e offre una grande varietà di vie, sia su ghiaccio sia su misto e dry. Erano stati anche Roberto Parolari, insieme a Nicola Tondini e altri compagni, gli scopritori e autori delle linee più moderne e difficili. Tra tutte spicca “Sotto gli occhi della luna” aperta nel “lontano” 2000. Erano tra le prime salite in zona di questo genere, e ne seguirono anche altre, per questo il luogo venne poi denominato “New Age”.
 
Quest’anno sono spesso entrato per lavoro e per diletto a scalare in Val Brenta. La mia fantasia viaggiava ogni volta che passavo sotto questo aggettante muro e vedevo queste grandi frange di ghiaccio scendere dal suo bordo. Tra tutte, ai miei occhi ne spiccava sempre una, l’unica a non essere ancora stata percorsa da nessuna linea: la salita più diretta per raggiungerla passava per uno strapiombo, all’apparenza ricco di agganci, seguito da un diedro rovescio rivestito in parte da ghiaccio. Alla fine, un giorno mi dissi “perché no?”
Il 15 gennaio 2018 decisi di provare insieme ad Emiliano Mazzarin.
 
Avevo già le idee ben chiare sullo stile e la linea da seguire e con noi avevamo tutto il materiale necessario: carichi ed elettrizzati all’idea di salire!! Purtroppo quel giorno il freddo ha esaurito in brevissimo tempo le batterie del trapano e dopo pochi metri siamo stati costretti a scendere. Dopo uno scambio di messaggi con Roberto Parolari, il 7 febbraio 2018 ci organizziamo per tornare a completare insieme la via. Mi piace molto lavorare con lui, ho sempre fatto belle salite e la sua personalità mi da una grande carica, mi appassiona ogni volta con i suoi racconti delle prime esplorazioni e mi piace mettere a confronto l’approccio che c’era “ieri”, quando si effettuava una salita, con quello di oggi (non che sia cambiato granché…).
 
La giornata è lunga, ma alla fine ne esce una bella e impegnativa linea, esclusivamente in arrampicata libera con protezioni veloci e 6 spit di progressione posizionati facendo resting sui cliff e sulle picozze.
 
Il 15 febbraio sono tornato accompagnato da Alessandro Bau per effettuare la salita pulita. Quel giorno ci ha accompagnati anche Matteo Pavana, cosi è stata un ottima occasione per far qualche scatto della salita, passare una bella giornata insieme e prendere un sacco di freddo!! Già, perché mentre scalavo Matteo se n’è stato tutto il tempo su quella “fissa”, paziente e in silenzio, pronto a cogliere “l’attimo” con il suo obiettivo: è bello vedere e respirare la passione che ognuno mette in quello che fa e poter condividere con altri questi momenti di passione!!
 
La via l’abbiamo chiamata “L’ultima Frangia”. Grazie a Roberto che mi ha stuzzicato e ispirato coi suoi racconti delle prime esplorazioni in questo settore e anche a Emiliano, Alessandro e Matteo con cui ho condiviso questa bella esperienza. Grazie anche ai sempre accoglientissimi Matteo e Doriana del Pra de la Casa, che alla fine di ogni impresa ci aspettano con birra e focaccia squisite.

Photo credits: Matteo Pavana


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