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NANGA PARBAT | La montagna degli dei

Tra tutte le vette oltre quota ottomila metri della Terra, una in particolare ha sempre suggestionato la fantasia e l’ambizione degli alpinisti, fin dagli albori delle esplorazioni su queste montagne. Si tratta del Nanga Parbat, un imponente massiccio che costituisce l’unico picco sopra quota ottomila a non fare parte né della catena himalayana, né del Karakorum: si trova infatti nella regione del Kashmir. Nona montagna più alta al mondo, con gli 8126 metri raggiunti dalla vetta principale, è stata teatro di innumerevoli tentativi di scalata, a partire dalla fine del Diciannovesimo secolo, quando, prima ancora di gettare le basi per le grandi imprese alpinistiche degli anni ‘50, il pioniere della scalata Albert Mummery tentò di conquistare la vetta, precisamente nell’estate del 1895. Purtroppo, il suo tentativo subì un tragico destino, poiché quando si trovava attorno ai 7000 metri, quota comunque di assoluto rispetto dato l’equipaggiamento e le nozioni tecniche dell’epoca, venne sorpreso e travolto da una valanga. La prima ascensione del Nanga Parbat venne portata a termine dal grande alpinista austriaco Hermann Buhl nel 1953, il quale raggiunse la vetta in solitaria dall’ultimo campo base, senza l’ausilio dell’ossigeno: si tratta dell’unica prima assoluta compiuta da un singolo alpinista su un ottomila. Nel 1978, invece, Reinhold Messner compì la prima ascensione in solitaria e in stile alpino a un ottomila proprio sul Nanga Parbat.

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