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RIFUGIO LOCATELLI | Uno sguardo esclusivo sulle Tre Cime

Uno dei rifugi alpini più conosciuti delle Dolomiti è certamente quello che si trova a pochi passi dalle Tre Cime di Lavaredo, in corrispondenza di una forcella tra il monte Paterno e appunto il gruppo dolomitico più celebre, chiamata Toblin. Si tratta del Rifugio Locatelli (Dreizinnenhutte in tedesco), costruito in origine nel 1882 per volere del club alpino austro-tedesco, sezione di Sesto in Val Pusteria, poiché erano sempre più frequenti le spedizioni dei pionieri dell’arrampicata e dei primi escursionisti su queste montagne.

Distrutto da una granata lanciata dal fronte italiano durante la Prima Guerra Mondiale, venne successivamente ripristinato e allargato grazie all’intervento della sezione Alta Pusteria del Club Alpino del Sud Tirolo. Passò quindi sotto l’egida del CAI di Padova, che nel 1935 procedette a un importante ampliamento e ristrutturazione che portarono il rifugio Locatelli alle sembianze attuali. Il rifugio originale, andato distrutto come detto, è ricordato da un piccolo monumento posto poco distante dall’edificio attuale.

Il rifugio è intitolato alla memoria di Antonio Locatelli, unico militare italiano ad aver ottenuto tre medaglie d’oro al valore, accademico del CAI e, alla morte, avvenuta in Etiopia nell’eccidio di Lechemti, presidente del CAI della natia Bergamo.

Per raggiungere il Locatelli, aperto solamente nei mesi estivi, vi sono due vie principali: la prima, più semplice e veloce, parte dal parcheggio del rifugio Auronzo e con una camminata poco impegnativa porta ai 2450 metri della forcella. La seconda, decisamente più impegnativa e lunga, parte dall’abitato di Moso, vicino a Sesto, e risale tutta la Val Fiscalina. Un’alternativa può essere anche prendere la strada che parte dal lago di Landro, vicino Dobbiaco, e arrivare al rifugio dopo circa tre ore di sentiero immerso nelle Dolomiti.

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