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SALIRE UN 7000 | Consigli e suggerimenti pratici per preparare una spedizione alpinistica ad altissima quota.

Luca Montanari, esperta guida alpina, consulente per spedizioni d’alta quota e ambassador di Kayland, ci fornisce un elenco di attività e operazioni per affrontare la difficile impresa di salire un 7000.

Prima di partire

L’unione fa la forza: questa regola vale sempre, soprattutto alle altissime quote, quando la carenza di riposo e di ossigeno diventa molto impegnativa da gestire.

Per affrontare un settemila è importante avere alle spalle una preparazione adeguata, con un buon allenamento fisico e una pregressa esperienza di montagna. Generalmente, prima di affrontare progetti così ambiziosi, fisso con i clienti degli incontri sulle Alpi finalizzati a verificare la preparazione. In questo modo ho la possibilità di controllare tante cose: dalla motivazione al percorso da fare per raggiungere l’obiettivo. 

A mio avviso, prima di partire per una spedizione, bisogna conoscere i compagni di viaggio, dal punto di vista tecnico e di adattamento al gruppo. Oltre a questo, è utile avere nel team delle figure con specifiche competenze, per esempio esperienze di primo soccorso, o esperienze pregresse di spedizioni e, di conseguenza, della vita ai campi alti. 

La scelta di un capo-spedizione (expedition leader) è fondamentale, poiché egli si assumerà la responsabilità di coordinare il gruppo e di prendere le decisioni. 

Dopo aver definito il programma di massima, passate alla fase operativa: stabilite ruoli e mansioni, reperite informazioni sulla salita, valutate il materiale tecnico più appropriato per il tipo di salita in programma, definite più dettagli possibili. 

I dettagli in alta quota possono essere determinanti per la riuscita della spedizione: per questo, affidatevi sempre ad un’agenzia esperta nel settore. 

I servizi ai campi

I servizi al campo base e ai campi alti variano a seconda delle richieste: i pacchetti full prevedono un servizio completo di allestimento delle tende al campo base e ai campi alti, mentre i pacchetti base limitano il servizio ai campi base. Un’agenzia preparata dispone di tutti i servizi necessari, dalle tende personali all’allestimento dei campi alti, fino alla messa in opera delle corde fisse lungo i punti più esposti della salita. Tuttavia, la decisione di preferire un pacchetto full a un base (o viceversa) deve essere dettagliatamente ponderata e valutata da voi. 

Vi ricordo che la gestione della salita di un 7000 in completa autonomia comporta una grande preparazione fisica e mentale, tanta esperienza in tema di organizzazione dei campi, preparazione adeguata nella scelta dei materiali, capacità di prevedere l’approvvigionamento di cibo e bombole di gas per la cottura.

Abbigliamento per l’alta quota

Il trasporto dell’abbigliamento e del materiale è facilitato dalla presenza dei portatori o di animali come yak, asini e cavalli. Nel primo caso, consiglio di utilizzare i borsoni in pvc, comodi per essere trasportati a spalla dai portatori. In caso di utilizzo di animali, invece, potreste ricorrere ai bidoni di plastica.

La scelta dell’abbigliamento tecnico è fondamentale per evitare congelamenti e gestire i fortissimi sbalzi di temperatura. Infatti, alle altissime quote si può soffrire molto il freddo, ma anche il caldo: pertanto bisogna limitare questi eccessi con vestiti adeguati. Ad esempio: di notte e al mattino le temperature possono essere di molti gradi sotto zero, ma durante la giornata l’irraggiamento si fa sempre più forte. Per questo motivo assicuratevi di avere vestiti adatti come pantaloni e giacche con cerniere di aerazione e polsini regolabili, tenete a portata di mano berretti leggeri e traspiranti con visiera e paracollo, proteggetevi dai raggi del sole con creme solari ad altissima protezione. Io faccio un grandissimo utilizzo di gilet tecnici, per essere sempre protetto dall’aria fredda. Un altro indumento molto importante sono i guanti: occorre portarne diverse paia di differenti spessori. Lo stesso discorso vale per le calze, preferibilmente in lana merino o Primaloft. Soprattutto, prestate attenzione alle calzature: sono importantissime! Io ne utilizzo di 3 tipi: la prima è una scarpa bassa e comoda da utilizzare per il viaggio e per il trekking di avvicinamento al campo base (la Gravity di Kayland è un’ottima soluzione). Poi utilizzo uno scarpone classico da alpinismo (il 4001 GTX per le salite di acclimatamento fino a 6000 metri). Per i campi più alti e per la vetta, è fondamentale avere uno scarpone specifico: Kayland 8001, con doppia scarpetta ed inserti della scarpa interna in fibra cava Primaloft, che garantiscono massimo isolamento alle bassissime temperature. Ricordate di prenderli sempre di un paio di misure in più, per poter muovere bene le dita dei piedi all’interno dello scafo, assicurando una buona circolazione.

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