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Torno ancora più forte | Il percorso di riabilitazione di un nostro testimonial

Uno dei nostri testimonial più fedeli, la guida alpina e istruttore nazionale di sci Mario Taller, ha subito un grave infortunio nello scorso mese di aprile. Abbiamo fatto una bella chiacchierata con Mario per capire cosa è successo, come si è svolta la sua riabilitazione e quali sono i suoi prossimi obiettivi.
 
Ciao Mario, come va adesso?
 
“Beh dai bene, posso dire di essere stato anche fortunato, poteva andare anche peggio!”
 
Cosa intendi dire?
 
“Durante il mio periodo di riabilitazione ad Arco, ho conosciuto un po’ di ragazzi in sedia a rotelle, ragazzi che non potranno mai tornare a camminare… Mi hanno fatto coraggio, sostenuto nei momenti più difficili… Proprio loro! E questo mi ha realmente messo uno stimolo per recuperare ancora più in fretta”.
 
Facciamo un passo indietro. Cosa è successo il 12 aprile scorso?
 
“Stavo sciando in pista al corso maestri, un attimo di distrazione, forse un eccesso di confidenza, non lo so… Comunque, mi sono trovato con lo sci di traverso in una curva, preso il controspigolo, lo sci si è bloccato e mi ha sbalzato in avanti, come una fionda. Ho perso subito i sensi, e ho riportato una lacerazione della parte neuromuscolare della sintesi pubica… In pratica, ero rotto a metà!”
 
Quindi, ospedale e riabilitazione…
 
“Sì. Sono stato 64 giorni in ospedale, dapprima completamente immobilizzato nel letto, poi gradualmente ho cominciato a muovermi, a riacquisire la mobilità agli arti inferiori. Gli infortuni al bacino sono terribili, nel giro di pochi giorni si perde completamente l’equilibrio e questo è molto difficile da recuperare. Comunque non mi sono perso d’animo, ho lavorato sodo soprattutto mentalmente per affrontare la riabilitazione al massimo e accelerare i tempi. In ospedale facevo anche 6 ore al giorno di lavoro da disteso, poi, una volta uscito, accanto al lavoro fisioterapico, ho proseguito a lavorare individualmente, poi a camminare, quindi in bici, soprattutto tanta, tanta piscina… Il percorso è ancora lungo, per terminare il recupero sono necessari un anno e mezzo!”
 
Le tue attività di guida, maestro e istruttore ne hanno risentito?
 
“A dir la verità no. I miei clienti, addirittura, oltre a rimandare le loro uscite per aspettarmi, sono venuti anche a trovarmi in ospedale, mi hanno sostenuto e confortato. Poi, l’attività sulla neve riprende ora, quindi ho cercato di essere nelle condizioni per sciare da subito.”
 
Quali sono i tuoi obiettivi legati al prodotto Kayland nel prossimo futuro?
 
“Anche quest’anno, ripropongo la spedizione sull’Elbrus che è stata premiata da un grande successo lo scorso anno, purtroppo io ho dovuto parteciparvi telefonicamente, dal letto d’ospedale… Anche grazie a Kayland sono però già bello attivo, il marchio mi accompagna sempre e sono veramente felice di poter contribuire, nel mio piccolo, alla sua promozione.”

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